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Villa Balladoro
Villa o Palazzo Balladoro prende il nome dall’omonima casata gentilizia di Verona. Avveduti e fortunati commercianti di seta e fabbricanti di stoffe per due secoli, i Balladoro sopravvivranno agevolmente al declino di questa arte in Verona sostituendo la primitiva fonte di guadagno con i vasti possedimenti terrieri in Povegliano Veronese, Lazise ed in Valpantena, senza intaccare la floridezza del patrimonio degli avi.

Tipici esemplari del patriziato veneto del secolo XVIII, in poco più di un secolo faranno di Povegliano Veronese virtualmente un loro feudo e questa loro lenta ma continua ascesa è materialmente esemplificata dallo sviluppo della maestosa villa ora conosciuta con il nome di palazzo Balladoro – Malfatti.

L’imponente costruzione sembra sia stata eretta nel 1500 dagli Zoni, antica e celebre famiglia di origine reggiana, ed ancora nel 1690 era priva del braccio a sinistra.
La facciata fu restaurata nella forma attuale nell’anno 1700 come si deduce dalla scritta che si legge sul monumentale comignolo di destra: “Adì 7 aprile 1700 A.D.”. Il palazzo nella sua forma attuale fu invece completato nel 1768 e ne troviamo conferma in una lapide muraria che si trova sotto il porticato del lato più breve di destra dove si legge: “F.F. anno 1768”.

L’elegante e raccolta cappella gentilizia fu invece eretta nel 1773. Nell’anno 1780 la famiglia Balladoro è insignita dal Senato Veneto del titolo di conte con diritto trasmissibile agli eredi maschi, mentre alle femmine spettava il titolo di Nobil Donna. La villa nel frattempo aveva raggiunto l’aspetto imponente e maestoso di un’epoca splendida ed incancellabile che ancora conserva nella geometrica simmetria delle sue parti, nell’eleganza delle torri merlate, nella coreografia scenografia del grande cortile cinto di portici, il segno incontrovertibile di un sicuro gusto classicheggiante.

L’eleganza della splendida abitazione era completata dall’incantevole parco che si stendeva alle spalle della villa, ricco di statue e corsi d’acqua che si intersecavano nell’elegante fontana di marmo bianco che tuttora si erge al centro della vastissima area.
La sistemazione definitiva del parco si deve a GioBatta Balladoro, vissuto nella prima metà del 1800, che si vede effigiato con la moglie Marietta Canova nei due tondi di marmo bianco sopra la porta centrale che guarda lo stesso parco. Parte integrante infine del complesso è il capitello volgarmente detto Madonnina dei Balladoro.
Le due splendide statue di marmo della Madonna con Bambino e S. Giovanni e di S. Eurosia, pregevoli opere di Domenico Tomezzoli erano, infatti, originariamente conservate all’interno del palazzo e solo in seguito collocate nei due eleganti capitelli in pietra dove ora si trovano. Attualmente la parte centrale della villa e tutto il retrostante parco sono di proprietà del comune di Povegliano Veronese mentre la barchesse e parte del cortile sono ancora di proprietà dell’ultimo erede della famiglia Balladoro.

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