
La
Cena dei 40 Cavalieri del Gusto, nella
magica notte dell’8 Luglio a Povegliano Veronese, è organizzata dal Comune nella
prestigiosa sede della Villa Balladoro, esempio del sobrio e funzionale barocco che ebbe spazio nel Veneto un po’ arcadico,
un po’ preindustriale in agricoltura.
Gli organizzatori si sono mossi nel festoso ricordo d’una vecchia tradizione locale che collegava gli inizi delle magnifiche sorti
e progressive del paese ad un piccolo nucleo di cavalleggeri del Regno Italico di Napoleone.
Questi guerrieri, ormai un po’ acciaccati, in fuga dalle forze soverchianti della Restaurazione, vennero ben accolti da una nobildonna
della famiglia Balladoro, che ne seppe apprezzare il senso dell’onore, anche oltre le buone consuetudini, e compatirne il valore sfortunato.
Li accolse nei suoi poderi e li spinse amabilmente, con la conoscenza, l’esempio ed il fascino, a tradurre la loro carica battagliera per
le aquile imperiali e le api napoleoniche, in altre più sofisticate virtù, in armonia con le opere e i giorni, i cicli delle stagioni,
i fenomeni del cielo, il culto della terra, la coltivazione del gelso, biade, uve, la vinificazione, e l’uso più conveniente di
tutte queste cose dono degli dèi provvidenti.
E’ così che i cavalleggeri di Napoleone Eugenio, deposto viceré d’Italia, figlioccio del più famoso Napoleone Bonaparte,
divennero i Cavalieri del Gusto di Povegliano Veronese. Impararono che fra le libellule del posto c’era spazio per loro e la loro opera.
Parteciparono allo sviluppo di culture vecchie e nuove nel poveglianese, a risvegliare tradizioni antiche, a migliorarne gli esiti col
pizzico di genio che non guasta. A ricuperare, riscoprire, innovare. Dionisio iuvante. Demetra concitante.
Ora è venuto il momento di riprendere quel percorso, ben tracciato dai 40 vecchi guerrieri-gastronomi, ricercatori e promotori del gusto.
Dunque, 40 persone siederanno, di anno in anno alla tavola rotonda di villa Balladoro.
Dovranno mettersi in sintonia con i vecchi Cavalieri del Gusto.
Ma saranno proprio essi i rinnovati Cavalieri del Gusto, insigniti di titolo ed insegne.
Parteciperanno a degustazioni e scelte di ricette antiche, rivisitazioni delle tradizioni gastronomiche locali e scaligere,
compilazione, negli anni, d’un ricettario originale.

Perché, invitati alla cena magica della notte delle Libellule,
mentre godranno dei giochi culinari delle cucine baronali,
assisteranno alla prova di due di loro, cuochi dilettanti, assistiti da cuochi professionisti, nella realizzazione di due
piatti del buon tempo antico, magari nell’aggiornamento personale. E li giudicheranno.
E proprio una serie di questi piatti,
due per anno, alla fine d’un certo ciclo, faranno parte d’un ricettario egregio, balladoriano.